L’Italia si classifica quarto Paese di import per la Spagna, dopo Francia, Germania e Stati Uniti. Molte sono infatti le aziende italiane che puntano alla penisola iberica grazie alla richiesta crescente di prodotti Made in Italy.
Tra i principali prodotti di scambio del mondo B2B tra Italia e Spagna troviamo macchinari e apparecchiature, autoveicoli e componentistica, prodotti in metallo e infine prodotti chimici. Per quanto riguarda le imprese B2C le esportazioni dell’Italia si concentrano su abbigliamento, agroalimentare e bevande.
Da non sottovalutare inoltre il settore e-commerce, di cui la Spagna è il quinto mercato in Europa. Le previsioni per questo 2020 evidenziano dei ricavi per gli shop online di 20,5 miliardi di dollari, con il 75% degli utenti spagnoli che si dichiara pronto ad effettuare acquisti tramite internet. Infatti negli ultimi anni i negozi online in Spagna stanno aumentando, indice che in questo mercato si nascondono grandi opportunità anche per chi vuole investire dall'estero.
Prima di iniziare a vendere in Spagna, è importante che le aziende italiane studino il mercato locale analizzandone concorrenti, pubblico e mezzi di comunicazione: questo serve a capire le vere potenzialità della propria impresa nel nuovo contesto, ovvero le reali possibilità di crescita e la domanda per il prodotto o servizio che essa propone sul nuovo territorio.
Gli strumenti digitali in questo ci offrono un grande aiuto: grazie ad essi si possono conoscere usi e abitudini dei clienti, l’offerta della concorrenza e i mezzi principali con cui farsi pubblicità. Questi ultimi non vanno sottovalutati perché è proprio grazie a loro che le imprese estere riescono a farsi conoscere. Un errore da non commettere è sicuramente quello di pensare che gli stessi canali e le stesse strategie digitali che funzionano in Italia siano validi anche in Spagna. Facciamo un esempio: come nel nostro Paese, nella penisola iberica la stragrande maggioranza degli utenti fa ricerche tramite Google (circa il 97%), che si conferma essere il principale motore di ricerca per entrambi gli Stati.
Attenzione però che riguardo ai social network la situazione cambia: Facebook è al primo posto per entrambi i Paesi mentre al secondo posto in Spagna troviamo Twitter e nel nostro Paese Instagram.
Questi dati sono molto importanti per capire come penetrare nel mercato spagnolo e intercettare nuovi clienti: in base alle informazioni che si otterranno da queste ricerche, è possibile creare un piano di azione pensato per colpire gli utenti in Spagna.
Il Performance Marketing utilizza gli strumenti digitali per aiutare le aziende a vendere in nuovi mercati esteri, partendo da un’approfondita analisi del mercato, delle regolamentazioni e dei tratti caratteristici, culturali e linguistici del nuovo Paese.
Per una realtà italiana che vuole entrare nel mercato spagnolo, che sia una grande impresa, una PMI o un e-commerce, il programma di Performance Marketing include:
- l’ottimizzazione in chiave SEO del sito web;
- la localizzazione delle keyword principali per apparire nei primi risultati di ricerca;
- la creazione di pubblicità PPC a pagamento per aumentare la notorietà dell’azienda;
- l'ideazione di un piano di social media marketing e content marketing per attrarre nuovi contatti dalla Spagna.
Per affacciarsi al mercato spagnolo è necessario quindi stilare un vero e proprio piano d'attacco che ci consenta di analizzare prima, testare e implementare diverse metodologie di vendita. Come per ogni paese l'approccio orientato al multilinguismo, allo studio culturale e all'analisi della customer journey si rivela fondamentale per avere successo, per questo il nostro consiglio è sempre quello di affidarsi a dei professionisti dell'export con l'aiuto del digitale.
Mintense è un’agenzia di Performance Marketing che da oltre 17 anni si occupa di far entrare le aziende italiane in nuovi mercati attraverso i canali online. I nostri programmi sono pensati in base al il settore commerciale o produttivo dell’azienda e al suo obiettivo all’estero.
Per scoprire come possiamo aiutarti ad entrare nel mercato spagnolo, chiamaci allo +39 045 8403653 o compila il form in basso, saremo felici di aiutarti!
Si inizia studiando il mercato locale prima di investire: chi sono i concorrenti spagnoli, come cerca il tuo pubblico e su quali mezzi si informa. Solo dopo questa analisi ha senso costruire il sito in spagnolo, scegliere le parole chiave locali e attivare le campagne. L'errore più comune delle aziende italiane è dare per scontato che le strategie che funzionano in Italia funzionino identiche nella penisola iberica: cambiano linguaggio, abitudini di acquisto e peso dei singoli canali.
Servono quattro leve che lavorano insieme: l'ottimizzazione SEO della versione spagnola del sito, la localizzazione delle parole chiave per intercettare le ricerche reali degli utenti, le campagne PPC per farsi conoscere subito mentre la SEO matura, e un piano di social media e content marketing che alimenti i nuovi contatti. In Spagna la grande maggioranza delle ricerche passa da Google, quindi la visibilità sul motore resta il punto di partenza, ma da sola raramente basta a costruire domanda.
Si parte dall'intercettare la domanda che esiste già: chi cerca il tuo prodotto su Google in spagnolo deve trovarti, con pagine scritte nella lingua del cliente e non tradotte in automatico. Accanto alla ricerca servono campagne a pagamento e contenuti social per farti conoscere da chi non ti sta ancora cercando. Il percorso di acquisto va poi ricostruito sul cliente spagnolo, perché il modo in cui valuta un fornitore estero non coincide con quello italiano.
No, la traduzione è il minimo e non è una strategia. Le parole con cui un utente spagnolo cerca un prodotto spesso non sono la traduzione letterale dei termini italiani, quindi una versione tradotta parola per parola rischia di non posizionarsi su nessuna ricerca reale. Serve una ricerca di parole chiave fatta direttamente in spagnolo, testi scritti da chi conosce il mercato e un adattamento culturale di messaggi e argomenti di vendita. Mintense lavora così su ogni mercato estero.
Nel B2B lo scambio tra Italia e Spagna si concentra su macchinari e apparecchiature, autoveicoli e componentistica, prodotti in metallo e prodotti chimici. Nel B2C pesano soprattutto abbigliamento, agroalimentare e bevande, trainati dalla richiesta di Made in Italy. Se la tua azienda opera in uno di questi settori la domanda esiste già, e il lavoro digitale serve a farti trovare prima dei concorrenti locali. Anche l'e-commerce è un canale da valutare, non solo la rete di distributori.