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Regno Unito e Stati Uniti, mercati a confronto: quali differenze conoscere per esportare in questi Paesi


Secondo i dati ufficiali della Farnesina, nel 2020 tra i principali Paesi importatori di prodotti italiani troviamo, in ordine decrescente: Germania, Francia,
Stati Uniti, Svizzera e Regno Unito. Per un’impresa che vuole internazionalizzarsi e partire da questi Paesi, è importante conoscere a fondo i loro mercati, soprattutto le differenze linguistiche e culturali che esistono. Le peculiarità che caratterizzano un Paese sono molto rilevanti per l’impresa che  dovrebbe studiare i desideri e i bisogni dei clienti esteri, così anche come raggiungerli e conquistarli. 
Erroneamente spesso si pensa che per entrare in contatto con le persone di un altro Paese sia sufficiente scrivere e parlare nel loro idioma: in rete sono moltissime infatti le traduzioni di siti e pagine social aziendali che però non tengono conto delle sfumature espressive o del contesto culturale del Paese in cui l'azienda vuole promuoversi.

Un esempio significativo: Regno Unito VS Stati Uniti

L’inglese britannico e quello americano non sono la stessa lingua e anche l'approccio al business nei due Paesi è differente.
Nel caso in cui dovessimo adottare uno “stile British” nella comunicazione, un potenziale cliente americano capirebbe facilmente che i contenuti che legge non sono pensati per lui e potrebbe darsi che alcune espressioni che nel Regno Unito sono comuni, negli USA risultino “forzate”, con il risultato che non solo l’americano non venga coinvolto dal messaggio ma anche che non lo capisca fino in fondo.

Inglese “Made in UK” e “Made in US”

“L'Inghilterra e l’America sono due Paesi divisi dalla stessa lingua”, diceva George Bernand Shaw. In effetti, l’inglese britannico differisce da quello americano sotto molteplici aspetti: la pronuncia, la grammatica, l’ortografia e il lessico.
Anche sul fronte lavorativo è possibile trovare delle differenze a livello di vocabolario fra i due Paesi: basti pensare che al posto del classico curriculum vitae o CV utilizzato nel Regno Unito come in Italia, negli Stati Uniti si è soliti usare un résumé, vale a dire un breve documento dove i candidati descrivono le loro capacità.
Un altro esempio sempre legato al mondo del business che potrebbe far sorgere delle incomprensioni fra madrelingua inglesi e statunitensi, è l’utilizzo del verbo to table: se siamo nel Regno Unito, vuol dire che siamo intenzionati a discutere di qualcosa, come una proposta d’affari, durante la riunione in corso mentre in America vorrebbe dire che stiamo rinviando la discussione della proposta a data da destinarsi.  



uk us mercati a confronto


Differenze fra consumatori americani e britannici

Una volta definita la lingua più adatta in cui comunicare, un’impresa che vuole vendere nei due mercati deve imparare a conoscere la tipologia di cliente da conquistare in Regno Unito e in America.

Nel report del 2014 di Visual DNA, in cui sono riportati dei dati in base alle risposte di 20.000 persone (metà inglesi e metà statunitensi), è possibile trovare una serie di differenze importanti: 

  • I britannici tendono ad essere tre volte più attenti negli acquisti rispetto agli americani e più propensi a spendere;

  • gli americani sono più ottimisti e sicuri di sé mentre i britannici più pragmatici e insicuri; 

  • negli Stati Uniti si è più attenti all’aspetto esteriore;

  • gli americani sono più influenzati dalla pubblicità che fa leva sulle emozioni e appunto sulla bellezza; gli inglesi vogliono essere rassicurati e comprendere il reale beneficio oggettivo dato dall'acquisto di un prodotto/servizio.

Attraverso un'analisi culturale che tiene conto anche di questi aspetti, è possibile differenziare la propria comunicazione e creare dei messaggi ad hoc per il pubblico che si vuole colpire.

Differenze che riguardano il settore food

Nel settore food possiamo trovare importanti differenze tra i due paesi leggendo il report 2019 di Attest, basato sulle risposte di mille inglesi e altrettanti americani su diversi argomenti:

  • nel Regno Unito, il 17% della popolazione si considera vegetariana/vegana o non consuma carne, contro il 7% di quella in America;

  • il venerdì sera, gli statunitensi preferiscono mangiare fuori, mentre i britannici optano per la consegna a domicilio o l’asporto;

  • ben l’87% degli inglesi afferma di cercare di ridurre lo spreco di plastica, contro il 57% degli americani. 

Queste informazioni aiutano a delineare il cliente tipo a cui un’azienda del settore agroalimentare dovrà rivolgersi quando entra in uno o l’altro mercato: andando così ad evidenziare i benefici del proprio prodotto/servizio che per una delle due nazionalità sembrano essere più importanti.


Negli anni, Mintense ha collaborato con diverse imprese, molte anche nel settore food, aiutandole ad entrare nei mercati esteri, come quello statunitense o britannico, grazie alle opportunità offerte dai canali digitali. Scopri di più sui nostri servizi per l’export delle imprese italiane.



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