Paesi Bassi e Belgio vengono spesso trattati come un unico blocco, il Benelux, e raggiunti con un solo sito in inglese o in olandese. È una semplificazione che costa visibilità. I due paesi hanno abitudini di acquisto, lingue e aspettative diverse, e il Belgio da solo è già due mercati. Se vuoi vendere online in Olanda e in Belgio, qui trovi le scelte da fare prima di investire e l'ordine in cui conviene farle.
I Paesi Bassi sono uno dei mercati europei più abituati a informarsi e comprare online, nelle aziende come fra i privati. Per te questo ha due conseguenze. La prima è che il buyer olandese si aspetta di trovare sul sito tutto quello che gli serve per decidere, dalle schede tecniche ai tempi di consegna, senza dover chiedere. La seconda è che la concorrenza digitale è matura, quindi un sito tradotto alla buona si nota subito.
Molti olandesi parlano bene l'inglese, ed è facile concludere che un sito in inglese basti. Nelle trattative spesso funziona, ma le ricerche su Google si fanno soprattutto in olandese, e un sito solo inglese resta fuori da gran parte di quelle ricerche. Il tono commerciale olandese è diretto e concreto, con poco spazio per le formule di cortesia e molto per i fatti.
Il Belgio è un paese bilingue nella pratica commerciale. Nelle Fiandre si parla olandese, in Vallonia francese, e Bruxelles è ufficialmente bilingue. Nell'est del paese c'è anche una piccola comunità di lingua tedesca. Un sito solo in olandese rinuncia al pubblico francofono, uno solo in francese rinuncia alle Fiandre.
Per questo al Belgio servono due versioni, una in olandese e una in francese, dichiarate fra loro con hreflang nl-BE e fr-BE. Lo stesso vale per annunci, pagine di destinazione e risposte ai clienti, che vanno preparati per intero in entrambe le lingue. Le ricerche di mercato in Belgio vanno quindi fatte due volte, una per lingua, perché domanda e concorrenza non sono le stesse.
L'olandese parlato nelle Fiandre, che spesso si chiama fiammingo, è la stessa lingua dei Paesi Bassi. Le differenze però contano proprio dove serve, nelle parole chiave e nel tono. Diversi termini d'uso quotidiano e commerciale cambiano da una parte all'altra del confine, e la forma di cortesia è più frequente in Belgio che in Olanda. Un testo scritto per Amsterdam si capisce ad Anversa, ma non sempre suona naturale e non sempre intercetta le stesse ricerche.
La soluzione pratica è partire da una base comune e adattarla, con hreflang nl-NL per i Paesi Bassi e nl-BE per le Fiandre e una ricerca delle parole chiave fatta separatamente sui due paesi. Dove le ricerche coincidono il lavoro si somiglia, dove divergono la pagina belga usa le parole belghe. Tradurre dall'italiano non basta in nessuno dei due casi, i testi vanno scritti da madrelingua.
Mintense ha un ufficio a Lille, vicino al confine belga, con un team madrelingua francese. Per la Vallonia e per Bruxelles i testi e gli annunci in francese li prepara chi il francese lo parla dalla nascita e conosce le differenze fra il francese di Francia e quello belga. Trovi come lavoriamo sul mercato francese nella pagina sulla Francia.
Per la parte di lingua olandese ci presentiamo al pubblico belga con mintense.be, il nostro sito in olandese per il Belgio. In Belgio e nei Paesi Bassi non abbiamo uffici. Dalla base di Lille il Belgio resta comunque un mercato vicino.
Se vendi online a privati, i metodi di pagamento sono una delle prime cose che un cliente olandese o belga controlla. Nei Paesi Bassi è molto diffuso iDEAL, il pagamento tramite la propria banca, e in Belgio lo è Bancontact. Un checkout che offre solo carta di credito o bonifico tradizionale fa perdere ordini. I sistemi di pagamento locali evolvono, quindi verifica con il tuo fornitore quali metodi supporta oggi in ciascun paese.
L'IVA standard è del 21% sia nei Paesi Bassi sia in Belgio. Se vendi a consumatori, oltre la soglia europea per le vendite a distanza applichi l'aliquota del paese del cliente e la versi con lo sportello OSS, senza aprire una società. Prezzi chiari, condizioni di vendita nella lingua del cliente, tempi e costi di consegna espliciti completano quello che serve per farsi scrivere da chi non ti conosce.
Google è il motore principale sia in Olanda sia in Belgio. Con le campagne pay per click si ricevono richieste mentre il sito cresce, a patto di separare le campagne per paese e per lingua, con annunci e pagine dedicate. Se vendi a imprese, LinkedIn Ads ti permette di raggiungere chi decide gli acquisti selezionando settore e funzione.
Sul fronte organico il lavoro si imposta come agenzia SEO internazionale, con una struttura per lingua e paese, e se hai un negozio online rientra nella SEO per e-commerce. Conta sempre di più anche la presenza nelle risposte degli assistenti basati sull'intelligenza artificiale, che in olandese e in francese si costruiscono su fonti in quelle lingue. È il lavoro che facciamo con la SEO per ChatGPT.
Con tre pubblici diversi, olandese, fiammingo e francofono, conviene scegliere da quale partire in base a dove c'è più domanda per i tuoi prodotti. I primi movimenti di posizione si vedono di norma fra quattro e sei mesi, un volume di contatti significativo fra nove e dodici, e nessuno può garantirti una posizione. Se valuti anche mercati vicini, guarda le pagine su Germania, Nord Europa ed e-commerce in Europa.
Mintense lavora dal 2008, con oltre diciassette anni di attività, più di 200 progetti, 16 lingue e oltre 60 paesi coperti, dagli uffici di Verona, Lille e Londra. Si parte da un audit a costo definito su Paesi Bassi e Belgio, e da lì decidi se e come procedere.
Per le trattative l'inglese spesso funziona, perché molti olandesi lo parlano bene. Per farti trovare no. Le ricerche su Google si fanno soprattutto in olandese, quindi un sito solo in inglese resta fuori da gran parte delle ricerche commerciali sui tuoi prodotti. Serve una versione in olandese scritta da un madrelingua, con parole chiave rilevate sui Paesi Bassi e hreflang nl-NL, accanto all'eventuale versione inglese per i contatti internazionali.
Sì, se vuoi raggiungere tutto il paese. Le Fiandre parlano olandese, la Vallonia francese e Bruxelles è ufficialmente bilingue. Con un sito in una sola lingua rinunci a una parte importante del mercato. Si tengono due versioni separate, nl-BE e fr-BE, dichiarate fra loro con hreflang, così Google mostra a ciascuno la pagina giusta. Anche annunci, pagine di destinazione e risposte ai clienti vanno preparati in entrambe le lingue.
Si capisce, ma non sempre intercetta le stesse ricerche. Il fiammingo è la stessa lingua, con differenze nel lessico commerciale e nel tono, e diverse parole d'uso comune sono altre. Il tono olandese è più diretto, in Belgio la forma di cortesia è più frequente. Conviene partire da una base comune e adattarla per il Belgio, con parole chiave verificate sulle ricerche belghe e hreflang nl-BE distinto da nl-NL.
Oltre alla carta di credito, conviene offrire i metodi locali che i clienti usano abitualmente. Nei Paesi Bassi è molto diffuso iDEAL, che passa dalla propria banca, in Belgio Bancontact. Un checkout senza questi metodi fa perdere ordini anche quando prodotto e prezzo sono giusti. Dato che i sistemi di pagamento evolvono, verifica con il tuo fornitore quali metodi supporta oggi per ciascun paese prima di lanciare il negozio.
Per farti trovare e raccogliere richieste no, puoi lavorare dall'Italia. Se vendi a consumatori, superata la soglia europea per le vendite a distanza applichi l'IVA del paese del cliente, che è del 21% sia nei Paesi Bassi sia in Belgio, e la versi tramite lo sportello OSS senza costituire nulla in loco. Per gli aspetti fiscali e societari del tuo caso conviene comunque sentire un consulente prima di partire.
Dipende da dove c'è più domanda per i tuoi prodotti e da quali lingue riesci a seguire. Si parte misurando le ricerche in olandese sui Paesi Bassi, in olandese sulle Fiandre e in francese su Vallonia e Bruxelles, insieme alla concorrenza su ciascun pubblico. Spesso conviene aprire con una sola lingua e un solo paese, verificare che le richieste arrivino e poi allargare agli altri pubblici con pagine dedicate.